Tecnologia creativa‼
27 MAGGIO 2021
Che cosa fai nella vita!?
A chi fa il nostro lavoro la domanda più difficile che potete rivolgergli è: “che lavoro fai?”. Panico.

"Ehm...
Contenuti per eventi? ...sì, ma non solo...
Installazioni interattive? ...sì, ma anche...
Arte digitale? ...ok, ma dove?...
Video mapping? Motion graphics? Video? ...Ah sì sì, poi anche... Ologrammi! E...
Entertainment tecnologico?! Realtà aumentata!?..."

Una valanga di skills mista a tecnologie varie, che nella testa del nostro interlocutore si trasformano in un enorme punto di domanda che culmina ancora una volta in:
ok, figata... ma alla fine, cosa fai!?
La risposta è: il CREATIVE TECHNOLOGIST.
Bene, abbiamo trovato un termine che ci identifichi, peccato che la maggioranza delle persone non l’abbia mai sentito nominare.
Proviamo a darvi la nostra spiegazione di questo ruolo che, per noi, è un mindset... una filosofia!
Alla base c'è una teoria ben precisa, ovvero che:
il mix, tra un'idea creativa e un'accurata progettazione, resta sempre la formula perfetta per dare vita ad un'esperienza memorabile.
Retaggio del passato è che, i team creativi e tecnologici lavorassero separatamente sulla base della convinzione che i creativi dovessero elaborare grandi idee e che i team tech dovessero semplicemente realizzare tale idea, quando in realtà le due discipline oggigiorno è necessario che lavorino come una sola squadra per essere più efficaci.
Le scelte tecniche e comunicative che la tecnologia offre sono ampissime e molto differenziate, non è più possibile pensare di acquistare un apparecchio tecnologico come fosse una scatola vuota (e neutra) nella quale inserire dei contenuti.
Il mezzo tecnologico è parte integrante della comunicazione, può ampliare o soffocare completamente il contenuto che veicola.
Un TV 27“ pollici appeso ad un muro comunica in modo completamente diverso rispetto ad un LED semitrasparente di 10 mq, vale lo stesso principio per la proiezione sulla facciata di un palazzo, o per lo schermo touch di un telefono.
E non solo a livello di contenuto, ma anche di impatto spaziale, di esperienza utente, ecc...
Ecco perchè le prime domande da porsi sono sempre:
"cosa devo comunicare? A chi?"
Per trovare la risposta, il Creative Technologist, dovrà pensare creativamente ai contenuti e alla tecnologia come fossero una cosa sola, inscindibile.

Per far ciò dovrà avere sia competenze tecnologiche sia la capacità di elaborarle con spirito creativo.
Pertanto il Creative Technologist non è solo un ruolo o una persona: è un modo di pensare, un modo di considerare, sviluppare e distribuire un prodotto che mette al primo posto il pubblico.
Per darvi un esempio del perché lo consideriamo un vero e proprio mindset, che caratterizza tutti i ruoli, e viene applicato in ogni fase del nostro lavoro in WÖA, ne abbiamo parlato in diversi interventi per l'edizione trimestrale e20 di ADCGroup.

I creative technologists salveranno il mondo.
No. Non stiamo esagerando.
Crediamo fortemente che la figura del Creative Technologist sia fondamentale nel generare soluzioni in ogni campo tramite innovazione ed evoluzione.
Il Creative Technologist, infatti, non è il Creativo che tutti hanno in mente.
Se dobbiamo pensare ad una figura universalmente conosciuta che ricalchi alla perfezione il ruolo che oggi viene chiamato Creative Technologist, allora questa persona è Albert Einstein, che una volta disse:
“It’s not that I’m so smart, it’s just that I stay with problems longer.”
Oppure, se guardiamo nel presente, Elon Musk.
A rendere così fondamentale questa figura, è la sua visione laterale delle cose che gli permette di affrontare un problema con una mentalità diversa. È colui in grado di trovare soluzioni alternative a cui altri non arrivano perché seguono, invece, un ragionamento lineare.
Citando sempre il “buon” Albert:
“Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.” - Albert Einstein
Questo è il minsdet che ci ha “salvati”.
Cos’ha bloccato (e tutt’ora blocca) gli eventi mondiali da più di un anno? La maledetta pandemia. E, come molti nostri colleghi, il nostro core business si fonda proprio in quel campo.
Ma è proprio in questo periodo così destabilizzante che l’essere trasversali e il conoscere linguaggi diversi, l’essere quindi creative technologists, ci ha “salvati” e ci ha permesso di approcciare “nuovi mondi” e creare nuove soluzioni.
Alcuni esempi che ci hanno riguardato in prima persona:
Durante il lockdown abbiamo dovuto adattarci per trovare in fretta una soluzione che non impattasse il workflow nel lavoro da casa (ne abbiam parlato qui: pag. 57).
Abbiamo dovuto ideare nuovi scenari e soluzioni, utilizzare tecnologie già esistenti in modi nuovi ed inaspettati (pag.60 e 61).
Un esempio concreto di “soluzioni diverse” a richieste dei nostri clienti sono stati: il Bilancio di Sostenibilità che abbiamo realizzato per Ferrarelle in Realtà Aumentata; ma anche l’aver concepito spazi immersivi ed olografici, wall digitali in continua trasformazione e molto altro.

Perché, diciamocelo, nonostante i progressi tecnologici e un mondo più innovativo che mai, è e sarà sempre un mondo fatto di persone! ;-)
Scrivici per raccontarci la tua esperienza e approfondire cosa significa essere un Creative Technologist.
Ti è piaciuto scoprire cosa vuol dire essere un Creative Technologist?
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